Bilancio 2010 Crédit Agricole Vita S.P.A.
Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2010 di Crédit Agricole Vita S.p.A. evidenzia una perdita lorda (ante imposte) di -7.342.785,11 euro ed una perdita netta (dopo imposte) di -7.290.118,11 euro.
Tale risultato è stato principalmente determinato dall'andamento dei corsi dei titoli azionari ed obbligazionari classificati nel comparto "non durevole"; in particolare, le rettifiche di valore nette complessivamente contabilizzate nell'esercizio ammontano a -51.497 migliaia di euro, di cui -15.563 migliaia di euro relative all'esposizione du titoli di stato della repubblica ellenica.
Si segnala, altresì, l'andamento positivo della raccolta, che ha raggiunto 1.771.555 migliaia di euro di premi emessi (a fronte delle 1.463.362 migliaia di euro al 31 dicembre 2009, con un incremento del 21%).
Il quadro economico generale
L'esercizio 2010 è stato contraddistinto, a livello mondiale, da una generale ripresa economica. Si deve tuttavia evidenziare, in presenza di risultati caratterizzati da pronunciate differenze tra le varie economie, l'aggravamento della crisi economica di diversi Paesi periferici appartenenti all'area euro: la crisi del debito pubblico greco è stata infatti seguita da problemi sulla solvibilità dell'Irlanda e da forti dubbi sulla capacità di rifinanziamento di Portogallo e Spagna.
Anche l'Italia ha sofferto di questo clima di sfiducia, complice l'alto livello del rapporto debito/PIL (secondo, in Europa, solo alla Grecia). Gli spread dei BTP rispetto al Bund si sono allargati raggiungendo un massimo di 200 bps il 30 novembre su scadenze di 10 anni. L'aumento degli spread di credito rispetto al 2009 ha determinato un generale aumento dei livelli della curva dei tassi governativi italiana, in particolare su scadenze di medio periodo. Diversamente, i tassi espressi dalla curva euribor/swap sono diminuiti, su tutte le scadenze, in media di 30 bps, andando di pari passo con la diminuzione dei rendimenti delle curve governative dei paesi core dell'area euro; tra queste, la curva tedesca è stata quella con la più marcata contrazione (-66 bps su scadenze trentennali). I tassi di riferimento delle principali banche centrali mondiali sono rimasti invariati nel 2010 e continuano ad essere ai minimi storici. Sul versante monetario, l'euro ha risentito del clima di sfiducia sulla sostenibilità dell'Unione monetaria, mostrando una svalutazione del 7,2% rispetto al dollaro (15% nel primo semestre). Il mercato azionario ha chiuso con un incremento positivo fatto registrare dai principali indici, tranne quelli legati ai mercati dei paesi periferici dell'area euro che hanno sofferto per la situazione economica dei rispettivi Stati. In particolare, grazie a un secondo semestre molto positivo, i più importanti mercati azionari hanno recuperato le perdite fatte registrare nella prima parte dell'anno. Tuttavia, per il principale indice dell'area euro (Eurostoxx50), tale recupero non è stato sufficiente a conseguire un segno positivo in chiusura d'anno.
L'andamento del mercato assicurativo vita italiano nel 2010
Nel corso del 2010 la nuova produzione del mercato vita italiano ha raggiunto 73.964 milioni di euro, con un incremento dell'8% rispetto al 2009 (fonte: IAMA). Dal punto di vista del mix produttivo, la composizione per tipologia di prodotto della nuova produzione del mercato assicurativo vita italiano evidenzia una raccolta in crescita per i comparti unit-linked e multiramo, con una performance particolarmente positiva delle polizze unit-linked garantite, mentre si registra una leggera contrazione della raccolta index-linked.
Con particolare riferimento al canale della bancassicurazione, in cui la Compagnia opera, si registra una crescita di mercato decisa sui prodotti unit-linked ed in particolar modo sulle polizze unit-linked garantite; crescono anche i prodotti multiramo e PIP, più che raddoppiati rispetto al 31 dicembre 2009.
Bilancio 2009 Crédit Agricole Vita S.P.A.
Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2009 di Crédit Agricole Vita S.p.A. evidenzia un utile lordo (ante imposte) di 81.780.233,17 euro ed un utile netto (dopo imposte) di 68.237.379,17 euro.
Tale risultato è stato principalmente determinato da:
- l’andamento positivo della raccolta, che ha raggiunto 1.463.362 migliaia di euro di premi emessi;
- il beneficio derivante dalle riprese di valore nette sugli investimenti finanziari non durevoli, che si sono attestate a 19.757 migliaia di euro.
Il quadro economico generale
L’anno appena concluso è stato caratterizzato per il primo trimestre da una situazione macroeconomica molto difficile a causa della crisi delle maggiori istituzioni finanziarie. Dal secondo trimestre in poi la situazione finanziaria è andata via via migliorando grazie al sostegno pubblico che ha di fatto garantito la stabilità dell’intero sistema creditizio. La ripresa dei mercati azionari e la contrazione degli spread sui titoli corporate non è purtroppo stata accompagnata da una ripresa economica per i maggiori paesi industrializzati.
Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è aumentato di circa l’1,8% rispetto all’anno precedente e il PIL è sceso di circa il 3,8%, sempre rispetto al 2008. La situazione dell’economia reale continua quindi a destare preoccupazioni, seppure nell’ultimo trimestre 2009 ci siano stati timidi segnali di ripresa. L’inflazione dell’Eurozona si è assestata sull’1,4% dopo un inizio anno che ha fatto registrare valori negativi. Complice del rialzo dell’inflazione è stato l’aumento del prezzo delle materie prime e in particolare del greggio. La politica monetaria della Banca Centrale Europea è stata indirizzata verso un’espansione della base monetaria grazie a operazioni di sostegno al sistema finanziario ottenute tramite una forte riduzione del tasso di rifinanziamento e l’ampliamento delle categorie di attivi accettate come collaterale. Ciò ha contribuito a determinare la forte riduzione del tasso Euribor 6M che è passato dal 2,94% di inizio anno a 0,97% a fine 2009.
Quanto alla situazione economica italiana, il tasso di crescita è risultato inferiore alla media dei paesi dell’Eurozona; il deficit di bilancio ed il debito pubblico in Italia sono aumentati in misura inferiore rispetto a quanto verificatosi in altri paesi. Permane tuttavia una situazione finanziaria che richiede, anche in Italia, una costante attenzione per via della ben nota dimensione del debito pubblico.
L’andamento del mercato assicurativo vita italiano nel 2009
Nel corso del 2009 la nuova produzione del mercato vita italiano ha raggiunto 68,5 miliardi di euro, con un incremento del 54% rispetto al 2008 (fonte: IAMA).
Occorre sottolineare, peraltro, che la ripresa rilevata nel 2009 rappresenta - in parte - un recupero dei volumi persi nel 2008, che è stato per l’intero mercato un anno particolarmente difficile, caratterizzato da una forte contrazione dei volumi. Infatti, se si paragona la raccolta complessiva del 2009 con quella del 2007 anziché con quella dello scorso esercizio, emerge una crescita forte ma più contenuta (+28% contro +54%).
Con particolare riferimento al canale della bancassicurazione, a cui
